• Francesca Culcasi

STILE MINIMAL

Aggiornamento: 29 ott 2020


Amore o odio? Il mondo si divide in due di fronte allo stile minimal.

Fra pensiero Zen e rigore formale.


Il minimalismo nasce nel contesto artistico degli anni ’60 ma diventa presto una tendenza anche nell'architettura e nel design: è il minimalismo, la cui formula base si ispira alla celebre frase di Mies van der Rohe “Less is more”.


In altre parole: l’essenzialità è qualità.

La semplicità compositiva è fondamentale nel pensiero minimal: non è solo questione di estetica ma di percezione e valorizzazione dello spazio.

Molti tra i progettisti si cimentano in questa visione formale fatta di ordine e razionalità, ma i risultati non sono scontati: lo stile minimale sembra semplice ma non lo è.

Fra le diverse radici, un riferimento culturale importante è il concetto di Zen, tipico della cultura giapponese. Ed è proprio attraverso l’architettura che si è espressa al meglio questa filosofia: il minimalismo formale è diventato un principio estetico, l’ espressione della semplicità. L’altro riferimento culturale molto forte dal punto di vista della composizione architettonica è da rintracciare nelle opere del movimento olandese De Stijl, da cui lo stile minimal ha ripreso alcune soluzioni progettuali, come la scomposizione della scatola edilizia e la divisione in piani liberi sia in facciata che in pianta, tramite degli elementi geometrici di base come linee e piani, e grazie a un uso particolare del colore.

Ma vediamo cosa accade realmente nelle scelte progettuali:

  • Spazio:

Le strutture architettoniche dialogano con l’ambiente circostante, si cerca una relazione fra gli spazi attraverso la luce naturale, gli ambienti sono spesso aperti e vuoti e le pareti interne sono limitate per consentire un continuum fra interno ed esterno.

  • Forma:

Sono privilegiati i volumi geometrici di grandi dimensioni, le strutture monolitiche, con forme cubiche o rettangolari, gli elementi compositivi sono organizzati in sequenza.

  • Colore:

Nella progettazione degli spazi, l’impiego del colore diventa un elemento molto importante, sia nelle composizioni di facciata che nel design degli interni. Il colore è utilizzato in modo anti-decorativo e diventa un elemento di valorizzazione dei volumi e delle superfici.


In conclusione possiamo dire che il minimal è una tendenza architettonica e di design definibile, per certi versi, “radicale”. Quando ci troviamo davanti a progetti concepiti con questo stile, può capitare di avere un giudizio contrastante: per alcuni versi ne rimaniamo affascinati, per altri infastiditi.


Quindi....a voi la scelta!

Amate oppure odiate il minimal?

#architettura #tendenze

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