• Francesca Culcasi

LESS IS MORE

OR NOT?


Quando il celebre architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe affermava "Less is More" coglieva appieno quel concetto di essenzialità che oggi spesso ricerchiamo.


Sì, perchè nonostante viviamo nell'era del consumismo e siamo spesso risucchiati nell'attività frenetica di possedere quanto più possibile, molti di noi stanno procedendo in una direzione completamente opposta, una direzione che ci porta ad avere e circondarci sempre di un numero inferiore di oggetti, possedendo sempre meno e vivendo in un modo più essenziale.


"Less is More" non è solo un motto da architetti che rende figo chi lo pronuncia.


E' uno stato mentale,

un modo di vivere la vita,

un modo di pensare e per me anche un modo di progettare!


Applicare il concetto che il "più" sta nel "meno" nella progettazione non è sicuramente cosa facile perché mette a dura prova la nostra capacità di sintetizzare,

ci obbliga a dover fare delle scelte e a selezionare tra le varie alternative

quale sia la migliore.


Tutto questo si trasforma in un'estetica che spesso vede la presenza di pochi spazi essenziali.


Si potrebbe pensare che scegliere di fare meno, quando si progetta, possa portare ad una qualità dei risultati inferiore.


In realtà è esattamente l'opposto perché quel poco che abbiamo scelto di inserire, trattare e progettare essendo limitato diventa l'oggetto di tutta la nostra qualità progettuale.


Ma cosa vuol dire in termini poveri fare meno in architettura?


In realtà vuol dire tutto ed è un'approccio che si applica a qualsiasi ambito della progettazione.


Dalla quantità degli spazi, a come decidiamo di strutturarli fino a come decidiamo di rifinirli tutto passa per la scelta di voler fare meno.


Va ricordato come in questo meno, in realtà risieda la preziosità delle scelte e come spesso questo fare meno sia il nostro fare di più, il nostro volerci impegnare dando fondo a tutte le nostre capacità per fare quelle poche scelte che devono essere anche le migliori.


Facendo meno possiamo permetterci di fare scelte più ricercate in termini di soluzioni funzionali, scegliere materiali più preziosi e soprattutto sottolineare con maggiore forza i concetti su cui basiamo la nostra progettazione.


In conclusione a questo punto potrebbe sembrarci come se la lezione di Mies "Less is More" in realtà voglia quasi dirci il contrario di quello che afferma.


Il "Less" (meno) lo troviamo nei risultati (pochi spazi, pochi arredi, pochi materiali, etc...) e il "More" (più) in realtà sta nei processi (più ricerca, più ragionamenti, più sintesi, etc...).


E' come se per fare meno dovessimo fare di più!


E allora che dire?


Di certo grazie Mies,

di questi tempi ne avevamo proprio bisogno!



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